anvedi ahò, sò giallorossi pure loro!

esclamazione pronunciata da gruppo ultrà romanista dopo essere entrato nella vecchia sede dello Slegar Commando ed aver visto alla parete appesa una foto della curva sud sgargiante degli amati colori. La Roma in quell'anno (1991) era in ritiro estivo precampionato ad Asiago.

billar

persona in vena di facezie, perdigiorno

crauti

cibo quotidiano accompagnato da wurstel, senape e quant’altro, delle popolazioni risiedenti oltre Salorno. Apprezzato anche in casa giallorossa.

demolizione

della vecchia curva sud: momento topico per la memoria storica del gruppo, coincisa con i lavori di ristrutturazione del palaghiaccio. La ricostruzione ha comportato un notevole abbassamento di livello della stessa, causando non indifferenti problemi di acustica (tamburi che infrangono il suono sul plexiglas), con gran sollievo dei goalies delle squadre avverse.

(i)eiaculatio precox

grave forma di gioia isterica collettiva tra i tifosi asiaghesi, che si è manifestata in modo prepotente nell'anno 2001 durante l'intervallo tra gara-2 e gara-3 di finale contro il Milano; infatti, pressoché certi della vittoria casalinga, non si aveva fatto i conti senza l’oste… Ma per fortuna, alla fine botte piena e moglie ubriaca (e non solo lei)!

fanc..o bast…i

Bolzano, primavera 1989: finale scudetto gara 1. Il Palafiera stracolmo, la partita inizia; dopo dieci minuti irrompono i tifosi giallorossi, che vengono accolti con un immenso boato di fischi, urla, ecc.Con assoluta nonchalance due intrepidi e coraggiosi (visto lo stato alcoolico) ultrà asiaghesi si arrampicano tra i tubi innocenti della tribuna, sospesi nel vuoto, facendosi largo tra tirolesi che bestemmiano in italiano e italiani che bestemmiano in tedesco, ehm… Cessa il frastuono. Uno dei due srotola tranquillamente un lenzuolo. Ne getta un capo all’altro compagno più in là. Un altro boato. La benemerita sorride. Motivo? Lo striscione aveva per oggetto l’oggetto quattro righe sopra.

ginecologo

si vocifera che in curva si aggiri nientepopodimeno che un PRIMARIO di fama internazionale specializzato in visite… particolari!! Per appuntamenti o referenze chiedere direttamente sugli spalti.

hawgood, greg

ah-ha, pensavate che mettessi “hockey”, eh?!? Invece ho voluto ricordare questo giocatore-meteora che vestì per una manciata di giorni la maglia di difensore dell’Asiago nell’ormai lontano 1990-91.

ieia

mitica figura (si crede femminile) evocata a più riprese in occasione delle partite casalinghe dai tifosi della curva sud, con potenti urla che rimbombano sotto le capriate dell’Odegar! I richiami acquistano un fascino e un pathos particolare soprattutto in sede di abbeverata collettiva.

lòh

fenomeno fisico dovuto a particolari condizioni di temperatura e umidità, che porta alla formazione di condensa acquea sulle pareti del plexiglas di balaustra, con conseguente scadimento della qualità di visione del gioco ed altrettanto conseguenti unanime evocazioni non propriamente benevole alle varie santità dagli spalti interessati dall’oscuramento.

milano (milàn)

Città del Trionfo!

 

nicolino

il grande Nik Sanza, indimenticato portiere asiaghese anni ’80, ricordato per il famoso gol “di pallonetto” subito con un morbido tiro dalla blu! Un mito della curva! 

odegar

l’attuale nome del palaghiaccio di Asiago; il termine più corretto è Odegart, cioè orto (gart) di Odino.

 

paccamelle

da pachan (cuocere il pane) e meel (farina): epiteto in disuso nel linguaggio corrente, ma ancora tradizionalmente (e caparbiamente) usato da capo storico della sud per indicare di persona giuggiolona

quattro

è l’unico ad aver giocato tutte le finali con l’Asiago; Frankye Vellar, “un capitano, c’è solo un capitano!”. Una vera bandiera!

 

ramaloch

trambusto, casino; succede in curva ogni qualvolta la squadra del cuore gonfia la rete; da evitare per persone con problemi di deambulazione

slege

“asiago” nell’antica lingua cimbra; conseguentemente, “slegar” significa asiaghese

 

tegno indrio el marti par andar xò sabo

celebre frase pronunciata sabato 7 aprile 2001 durante gara-1 di finale, al momento di raccogliere le adesioni per la trasferta di Milano del martedì successivo. La frase, oltre che aver portato una sfiga immensa, non è nemmeno stata presa in considerazione dal pronunciante al momento delle adesioni per la trasferta di sabato 14 aprile 2001; rimangiandosi tutto, titolare di una nota bottega artigiana nel centro di Asiago, se n’è ben guardato di tener chiusa l’attività per seguire la squadra nell’eroica impresa aspettata per tanti anni. Vergogna a chi non c’era (potendo esserci). Onore a chi c’era. Potenza del denaro!!!

ugola

quelle dell’ultras tipo sono sempre secche, per l’elevato passaggio di aria che si verifica durante le partite; mettici poi che l’aria in questione molte volte è pure gelida... Per questo si cerca premurosamente e costantemente di curare le patologie con dell’ottimo vino brulè bollente, sgnappette a temperatura ambiente e birrona gelida da fusto (principio delle antiche terme romane). La salute del cavo orale è così assicurata.

 

verde

come il colore del formaggio degustato durante la sosta sulla strada per Milano in gara-3 finale (vedi foto scudetto); per bontà un degno concorrente dell’Asiago (il formaggio...) niente che dire!

zerbi

linesman che, con il compagno Tadini, coadiuvava il grande capoarbitro Alajmo nell’arbitraggio delle gare di innumerevoli incontri.